Di Stefano Montone - riprese e foto di Benny Fedele
Tubi catodici, frigoriferi, lavatrici, bidoni di vernice, carte, cartoni, cartacce; pannolini, ed assorbenti, copertoni e camere d’aria, insomma monnezze di ogni fatta e sorta giacciono lungo il ciglio della strada sia della Nola Villa Literno, sia lungo l’asse di supporto che in pratica sarebbe la strada che collega la stessa Nola Villa Literno all’Asse mediano attraversando i comuni di Giugliano in Campania, Parete; Trentola Ducenta, Lusciano, Aversa, Frignano, San Marcellino e Casaluce.
Nola Villa Literno che oltre ad essere ed apparire una discarica a cielo aperto si presenta in tutta la sua pericolosità per svariati motivi: la segnaletica verticale è mancante in molti punti, in alcuni tratti la strada è in frana, vi sono buche sull’asfalto ed è scarsamente illuminata nelle ore notturne.
A cio’ si aggiunga che lungo il suo percorso appaiono gli spettri di alcuni distributori di benzina abbandonati, saccheggiati e vilipesi – tra cui lo storico rudere in cui fu girata la nota scena di Gomorra ove i due tizi volevano interrare i rifiuti tossici.
Per concludere, appena si giunge nei pressi della Domitiana si viene raggiunto dall’incredibile nauseabondo odore dei depuratori dei regi lagni, unico e vero cancro maligno del nostro mal tirreno

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