sabato 19 maggio 2012

BRINDISI: PER IL MAGISTRATO POTREBBE NON TRATTARSI DI MAFIA


 BRINDISI - Una ragazza di sedici anni, Melissa Bassi, dilaniata dallo scoppio di un ordigno e cinque feriti, tra cui Veronica Capodieci, in gravissime condizioni; e poi altri cinque pazienti dimessi dopo aver ricevuto cure. E' il bilancio dell'esplosione reso noto dalla Asl in seguito all'attentato compiuto dinanzi ad una scuola brindisina, l'Istituto Professionale di Stato per i Servizi Sociali 'Francesca Laura Morvillo Falcone', che conta 600 alunni. 
Un attentato, quello di stamattina a Brindisi, diretto contro la scuola, secondo i primi accertamenti degli investigatori. Si sarebbe trattato di un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a tre bombole di gas, probabilmente collocate anche ad un timer e collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola Morvillo Falcone di Brindisi. E' stato trovato successivamente anche il timer. Il timer trovato nei pressi della scuola 'Morvillo Falcone' era bloccato, secondo indiscrezioni, sulle 7.55 ma l'esplosione dell'ordigno rudimentale è avvenuto intorno alle 7.45. Sul luogo dell'attentato sono ancora in corso i rilievi da parte della polizia scientifica. A breve comincerà in Prefettura una riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico al quale è prevista la partecipazione del procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che sta raggiungendo Brindisi.
Per il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta "potrebbe non essere una organizzazione mafiosa" ad aver compiuto l'attentato dinanzi alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi che ha provocato un morto e diversi feriti.
L'esplosione ha coinvolto alcune studentesse che erano appena scese da un autobus urbano e stavano raggiungendo l'edificio scolastico. Non a caso è il preside della scuola che dà fiato al tremendo timore e orrore che serpeggia nelle teste di tutti, via via che si delineano i particolari dell'attentato: "'E' stato fatto per uccidere: a quell'ora - dice all'ANSA il prof.Angelo Rampino - le ragazze entravano, proprio a quell'ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza". D'altro canto, ha rilevato poco dopo l'attentato il neosindaco, Mimmo Consales (in carica da una settimana), sono troppe le "coincidenze" perché il pensiero non corra subito ad un attentato mafioso di forte valenza simbolica: è stato colpito l'istituto intitolato alla moglie di Giovanni Falcone, a pochi giorni dal ventesimo anniversario della strage di Capaci, e nel giorno dell'arrivo a Brindisi della Carovana antimafia. E' stata inoltre colpita la scuola, gli studenti, i giovani, proprio i giovani che dalla Sicilia alla Calabria alla Puglia hanno costituito l'elemento più forte di rifiuto della cultura mafiosa di guerra e di morte. All'ospedale 'Perrino', è morta Melissa Bassi, 16 anni.
E' invece viva Veronica Capodieci, anche lei di 16 anni, che sembrava essere la seconda vittima dell'attentato, secondo informazioni fornite dalla polizia nei primi, concitati momenti subito dopo l'esplosione. Per la direzione sanitaria dell' ospedale, le condizioni di Veronica rimangono gravissime ma sono stabili. Entrambe le ragazze sono di Mesagne (Brindisi). Degli altri feriti, due soli hanno ferite di lieve entità e se la caveranno - pare - con poco. Gli altri - a quanto si apprende - avrebbero riportato ustioni almeno del 40%, e uno di loro avrebbe subito fratture e gravissimi danni agli arti inferiori. A Brindisi è arrivato il procuratore della distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, per tenere nella Procura di Brindisi con le forze di polizia una riunione per le strategie di indagine sull'attentato. Vi parteciperà anche il vicecapo della polizia, Francesco Cirillo.
Il ministro Cancellieri riferirà al Senato martedì alle 16,30. L'attentato è "un fatto anomalo e complesso che desta grande preoccupazione, oltre che grande dolore perché ha colpito giovani vite", ha detto a Sky. Lunedì il ministro sarà a Brindisi con i vertici delle forze di polizia ed i magistrati. Nella ricerca del movente dell'attentato "colpisce che sia stato presa di mira una scuola intestata a Morvillo Falcone" nel ventennale della strage di Capaci, ha detto. Cancellieri ha aggiunto che "qualsiasi pista e buona: per ora non nessuna certezza su nessun canale". "Non si può pensare di militarizzare il territorio, serve potenziare l'intelligence". "Lo Stato è forte e compatto - ha aggiunto - ma abbiamo bisogno di capire di più attraverso l'intelligence".Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo si recherà sul luogo dell'esplosione. Anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si sta recando sul luogo e con l'assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati si recheranno a incontrare i feriti. L'ex ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni, sollecita "una risposta coesa nella lotta al terrore" dopo "l'atto ignobile" dell'attentato davanti alla scuola di Brindisi.

Troppi debiti, imprenditore di Carpi si uccide nella sua casa sabato 19 maggio 2012



Il corpo di Luigi Bignardi, 68 anni, è stato trovato dalla donna delle pulizie. Una lettera per la famiglia spiega i motivi del gesto

CARPI (Modena) – Troppi debiti, troppe tasse. Luigi Bignardi, 68 anni, ex imprenditore del tessile abbigliamento è il nome da aggiungere all’ormai lungo elenco di coloro che hanno deciso di togliersi la vita per motivi economici. Lui, ormai pensionato, ha chiesto scusa all’ex moglie e spento le luci perché un debito di 250mila euro lo faceva vivere senza poter respirare, oppresso dai pensieri, dalle angosce. La crisi economica, il tracollo, il debito con Equitalia, una vita scomposta in frammenti. Così ieri mattina Bignardi si è impiccato, nel suo appartamento di via Bonomi in centro a Carpi, proprio nel luogo che aveva visto fiorire e morire la sua attività. A trovarlo è stata la donna delle pulizie che ogni giorno sistemava la casa. Bignardi viveva da solo, alle spalle aveva un matrimonio fallito ma condivideva comunque i suoi problemi: i famigliari sapevano del debito ma pensavano che il problema non fosse insormontabile. Ma per l’ex titolare della Carpi Centertex, azienda produttrice di tessuti per la vendita diretta, il debito era schiacciante e così ha premeditato con precisione il suo suicidio. La donna delle pulizie ha trovato la porta socchiusa, una lettera che spiegava il perché del suo gesto per l’ex moglie e i figli lasciata ben in vista. La sua esperienza era iniziata nel settore del tessile fino all’acquisizione di un prosciuttificio, il Panini di Novi. Poi aveva anche guardato all’immobiliare facendo investimenti nella zona del Madera.

‘IO TIFO PER LA IA SQUADRA DEL CUORE’, GRANDE SUCCESSO


AVERSA -   In  un’affollata aula magna dell’Isiss ‘Mattei’, l’Aversa Normanna e l’associazione New Dreams hanno presentato il progetto ‘Io tifo per la mia squadra del cuore’. Applausi a scena aperta per i massimi dirigenti della società granata da parte degli studenti dell’istituto aversano, con folta presenza anche del personale docente. A fare gli onori di casa, naturalmente, il Dirigente Scolastico Giuseppe Manica, il quale ha ringraziato il presidente Giovanni Spezzaferri e l’amministratore delegato Alfonso Cecere per la loro presenza e il contributo che danno allo sviluppo di uno sport popolare come il calcio, in un territorio pieno di contraddizioni  ma anche di grosse potenzialità come quello aversano. A Donato Liotto, presidente della New Dreams, è toccato il compito di spiegare ai ragazzi le finalità dell’iniziativa. “Con ‘Io tifo per la mia squadra del cuore’ – ha affermato Liotto – intendiamo non solo favorire l’afflusso allo stadio di un numero sempre maggiore di studenti durante le partite dell’Aversa Normanna, grazie alla riduzione del prezzo dei biglietti, ma vogliamo anche fidelizzare gli stessi studenti ai colori granata e al simbolo della società, perché diventino motivo d’orgoglio per l’intero territorio. Da settembre daremo il via ad altre iniziative legate a ‘Io tifo per la mia squadra del cuore’, con le quali miriamo a portare sempre più persone allo stadio e far crescere la voglia di tifare per i colori granata”. Un Giovanni Spezzaferri emozionato, oltre a ringraziare Liotto, il Dirigente Scolastico Manica ed i docenti, ha espresso il suo compiacimento per l’ottima riuscita della manifestazione, elencando i successi ottenuti dall’Aversa Normanna. “Dal 2008/2009 siamo tra le oltre centro città italiane che possono vantarsi di avere una squadra di calcio nei campionati professionistici. Per la prima volta la città di Aversa si è confrontata con realtà nuove, diverse, per storia, cultura e tradizioni. Capoluoghi di provincia e città con più di 150.000 abitanti. Ha avuto come avversarie squadre che sino a pochi anni fa militavano nei campionati di serie B o serie A, come Cosenza, Catanzaro, Siracusa, Brindisi, Perugia, per citarne alcune. Ma anche quando eravamo fra i dilettanti, in serie D, abbiamo raggiunto successi importanti, come la conquista dello scudetto e della Coppa Italia. In più, possiamo vantare un settore giovanile che in questi anni ci ha dato enormi soddisfazioni.  Siamo disponibili – ha concluso Spezzaferri – ad organizzare, con l’Isiss Mattei e gli altri istituti scolastici che lo vorranno, iniziative comuni per invogliare i giovani a frequentare lo stadio non solo la domenica, ma anche durante la settimana, grazie ai progetti che le scuole vorranno condividere con noi”. E’ stata, infine, la volta di Michele Orabona, responsabile organizzativo e direttore sportivo del settore giovanile dell’Aversa Normanna, il quale ha sottolineato come “sia importante far avvicinare i giovani al mondo del calcio, non solo come attività sportiva ma anche come partecipazione costante allo spettacolo che ogni domenica si svolge sul campo da gioco”.              

MELISSA, MORTA A 16 ANNI A BRINDISI: SU FACEBOOK LA RABBIA DEGLI AMICI -FOTO


Melissa Bassi

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Sabato 19 Maggio 2012 - 11:14
BRINDISI - Morire a 16 anni fuori scuola, il tragico finale di Melissa Bassi, la ragazzina coinvolta nell'esplosione dell'ordigno appena al di fuori dell'Istituto preofessionale "Morvillo Falcone".
Dalle foto e dai messaggi che scambiava su Facebook emerge il ritratto di una ragazza solare, con tante amiche. Melissa studiava moda nell'istituto di Brindisi, dove arrivava ogni mattina da Mesagne, a pochi chilometri dal capoluogo.
Ora proprio su Facebook si susseguono i messaggi sbigottiti degli amici, che non riescono ancora a credere a come si possa morire a 16 anni, andando a scuola di sabato mattina.

Attentato davanti a una scuola studentessa morta, sei feriti a Brindisi


Attentato davanti a una scuola
studentessa morta, sei feriti a Brindisi

Tre le deflagrazioni, avvenute poco prima delle otto di fronte all'istituto professionale Morvillo Falcone, nei pressi del tribunale. Gli ordigni - collegati a bombole di gas - erano dentro zaini, dietro un tabellone pubblicitario, forse in un cassonetto. Secondo l'assessore regionale alla Protezione civile, Amati, una delle ragazze sarebbe morta. Oggi a Brindisi era previsto l'arrivo della Carovana della legalità


 

DIRETTA TV - 
LE IMMAGINI DEL LUOGO DELL'ESPLOSIONE

ORE 10.14 - RAGAZZA OPERATA, CONDIZIONI GRAVI
E' stata operata Veronica Capodieci, la ragazza gravemente ferita nell'esplosione operata nell'ospedale Perrino. Al momento i sanitari sono ottimisti rispetto alle sue condizioni, nonostante la situazione sia ancora critica. Tra i feriti c'è anche la sorella, Vanessa. 

ORE 10.11 - NAPOLITANO SEGUE CON APPRENSIONE E VICINANZA 
A quanto si apprende, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, informato dal ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, del primo angoscioso bilancio dell'esplosione di un ordigno davanti a una scuola dedicata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo a Brindisi, sta seguendo gli sviluppi delle indagini con apprensione e partecipe vicinanza ai familiari della vittima, ai feriti e all'intera collettività brindisina. 

ORE 10.12 - "RAGAZZI SOTTO SHOCK, PRESIDE IN OSPEDALE PER FERITI"
"I primi a soccorrere i ragazzi feriti sono stati un docente, un collaboratore scolastico e un tecnico della scuola che si trovavano nei pressi dell'entrata. Il loro racconto è stato di una forte
esplosione che ha lasciato a terra diversi studenti". A raccontarlo all'Adnkronos Valeria Vitale, direttrice amministrativa dell'istituto Morvillo Falcone. "I ragazzi sono sotto shock - racconta - e il preside è subito andato in ospedale".

ORE 10.06 - STUDENTESSA USTIONATA SOTTO I FERRI
Sono momenti di ansia per la ragazza gravemente ferita dall'esplosione in sala operatoria. Sembra che abbia gravissime ustioni su tutto il corpo.

ORE 10.05 - SCUOLE ABBANDONATE DAGLI STUDENTI
Non sono state evacuate le scuole a Brindisi ma sono state abbandonate dagli studenti e dagli alunni che i genitori hanno preferito riportare a casa. Lo spiega il sindaco, Mimmo Consales, arrivato sul luogo dell'attentato per poi raggiungere l'aopedale. "Le nostre preoccupazioni in questo momento - dice Consales - sono tutte per le condizioni degli studenti feriti".

ORE 10.04 - PROFUMO STA ARRIVANDO A BRINDISI
Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, che oggi avrebbe dovuto partecipare a Torino al convegno organizzato dal Pd "La scuola che cambia", si sta recando invece a Brindisi, dove questa mattina davanti all'Istituto Falcone Morvillo si è verificata una potente esplosione, che ha provocato la morte di una studentessa e ferimento di altri sette ragazzi.

ORE 10.02 - SINDACO, ATTACCO CRIMINALITA' SENZA PRECEDENTI 
"Un attacco della criminalità organizzata senza precedenti". E' il primo commento del sindaco di Brindisi Cosimo Consales all'esplosione dell'ordigno davanti all'istituto professionale Morvillo Falcone.

ORE 10.01 - "I RAGAZZI A TERRA, TUTTI NERI, I LIBRI IN FIAMME"
Un addetto impiegato della procura, i cui uffici si affacciano proprio sulla scuola, ha assistito all'esplosione. Ha raccontato di una scena infernale, qualcosa di inimmaginabile. "Stavo aprendo la finestra e la deflagrazione mi è' arrivata addosso. Ho visto i ragazzi a terra, tutti neri, i libri erano in fiamme. Una scena terrificante. Sono ragazzini, chi è che ha potuto fare una cosa simile". 

ORE 10 - SONO TRE GLI ORDIGNI
Il magistrato conferma che sono  tre gli ordigni, con punti di innesco differenti. Sul posto stanno arrivando il capo della polizia Francesco Cirillo e il prcuratore antimafia Cataldo Motta.

ORE 9.49 - L'ANGOSCIA DELLA CITTA'
Incredulità per quanto accaduto a Brindisi, che piange la morte di Melissa Bassi e teme per le sorti di un'altra studentessa dell'istituto per i servizi sociali, frequentato soprattutto da ragazze. Solo due settimane fa alla vigilia delle elezioni, un grave attentato aveva fatto saltare in aria l'auto del presidente antiracket di Mesagne, Fabio Marini.

ORE 9.37 - IL NOME DELLA VITTIMA E' MELISSA BASSI, 16 ANNI


ORE 9.35 - CASSONETTO SPOSTATO

Il pm di turno Milto De Nozza è arrivato sul posto, è anche il pm delegato all'antimafia. L'esplosione è avvenuta nel cassonetto che è stato spostato e posizionato in un posto differente rispetto a quello dove si doveva trovare. 

ORE 9.34 - VENDOLA SUL LUOGO ATTENTATO
Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si sta recando sul luogo dove stamani è esploso un ordigno, in via Galanti, a Brindisi, davanti all'Istituto professionale 'Morvillo-Falcone'. Qui si trova l'assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati: "Ci sono i vigili del fuoco - racconta - non ci sono studenti, un muro della scuola è completamente annerito e ci sono detriti ovunque. E' un disastro". Vendola e Amati andranno poi nell'ospedale per incontrare i feriti.

ORE 9.30 - RAGAZZI IN LACRIME

Centinaia di studenti sono ammassati dietro alle transenne e altri sono andati in ospedale. La notizia della morte della ragazza è stata confermata anche dal pronto soccorso, dove gli studenti sono scoppiati in lacrime. Tanti anche i genitori che sono arrivati sul posto e cercano i figli.

ORE 9. 25 - MORTA UNA STUDENTESSA
L'assessore Amati ha confermatoil decesso di una ragazza, un'altra si trova in sala operatoria in gravissime condizioni.

ORE 9.22 - EVACUATE TUTTE LE SCUOLE DI BRINIDISI

Tutti gli istituti scolastici della città di ogni ordine e grado sono stati evacuati.

ORE 8.00 - ESPLOSIONI DAVANTI ALLA SCUOLA, FERITI
Due esplosioni di fronte all’istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi. Secondo la Protezione civile una studentessa è morta e altri sette ragazzi sono rimasti feriti - un altro sarebbe in pericolo di vita -, immediatamente trasferiti nell’ospedale Perrino. L'attentato si è scatenato poco prima delle otto. L'edificio, a trenta metri dal tribunale, è stato immediatamente sgomberato, e il Palazzo di giustizia è circondato da forze dell’ordine e artificieri di carabinieri e polizia. Le schegge prodotte dalle esplosioni hanno raggiunto negozi a duecento metri di distanza, scardinando addirittura una saracinesca, al di là del vialone, a trenta metri dal tribunale.

A quanto pare gli ordigni - sarebbero due - sono stati collocati dietro un tabellone pubblicitario sei per sei, in un cassonetto proprio di fronte alla scuola. I ragazzi sarebbero rimasti feriti mentre passavano di lì e stavano entrando per le lezioni. Dopo le due deflagrazioni, in rapida successione, scene di panico e disperazione di fronte all’edificio, rimasto intatto. Non si capisce ancora a chi possa essere addebitato l’incredibile gesto. Ma colpisce una coincidenza: oggi a Brindisi farà tappa la Carovana della legalità
(19 maggio 2012)

giovedì 17 maggio 2012

Striscia la notizia, il video dell'aggressione a Jimmy Ghione


L'aggressione a Ghione in un frame del video di Striscia




L'inviato picchiato al Quadraro da un medico


http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?15549



ROMA - Schiaffi, pugni, poi frustrate usando dei cavetti per le telecamere. Nel video mandato in onda ieri da Striscia la notizia un medico di base ha picchiato Gimmy Ghione e il suo cameramen al Quadraro a Roma. L'aggressore è stato accusato di palpeggiare le pazienti nel suo studio. 

«L'inviato - spiega l'ufficio stampa del tg satirico di Canale 5 - ha cercato di intervistare un medico sorpreso dalle telecamere del Tg satirico a palpeggiare una paziente. L'uomo ha negato le accuse e si è scagliato contro Jimmy e il suo cameraman, prima strappando dei cavi della telecamera e poi utilizzandoli come una frusta per colpire violentemente i due. Tra calci e pugni, è stato rotto anche l'obiettivo di una telecamera». Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e il 118, che ha condotto al pronto soccorso Jimmy e l'operatore.

suicida per un errore di Equitalia, il figlio chiede giustizia


"Non chiedo risarcimenti ad Equitalia, che ha dovuto riconosciere l' errore cancellando l' ipoteca iscritta sulla mia casa, ma chiedo che la giustizia individui i responsabili degli errori, per evitare altre tragedie come quella di mio padre". Così Sergio Paganelli, 37 anni, figlio di Pietro Paganelli, l' artigiano napoletano morto suicida dopo 11 giorni di agonia, parlando con l' Ansa, dopo aver appreso la notizia della morte del padre.

"Non avevamo speranze, i medici ce lo avevano detto da subito - aggiunge il giovane - ma insieme ai miei due fratelli ed alla mia famiglia continueremo a batterci nella memoria di mio padre, che era un uomo onesto e pieno di dignità. Ribadisco - aggiunge Sergio Paganelli - che mio padre, a parte la guerra Equitalia, non aveva problemi, né economici, né psicologici. Aveva una pensione di circa 800 euro, una moglie, e non aveva mai chiesto nulla a noi figli". "Da Equitalia - conclude Sergio Paganelli - ho ottenuto la cancellazione della ipoteca messa su una casa di mia proprietà a Giugliano, che era stato il colpo di grazia per mio padre. Era un'ipoteca illegale, iscritta per una somma di 6 mila euro, 3 mila più gli interessi, e questo nonostante la Cassazione abbia fissato un minimo di 8 mila. Mi hanno detto che la colpa non è loro. Ma noi vogliamo sapere allora di chi è, per avere giustizia, non denaro e risarcimenti, e per evitare altri suicidi come quello di mio padre".

mercoledì 16 maggio 2012

AUTOVELOX - ANCHE LA CORTE COSTITUZIONALE DA RAGIONE ALLE TESI DE IL RICORSO.IT

Dettaglio dell'immagine


E' un'altra vittoria de Il Ricorso.it "ancora una volta uno dei massimi organi di Giustizia Italiana da ragione alle nostre tesi" - a dichiararlo è Stefano Montone presidente del dipartimento difesa consumatori della Onlus Fiume Volturno IL RICORSO.IT (www.ilricorso.it).


Continua Montone: "Basta con i trucchetti di comuni e ditte private che affittano a cottimo gli apparecchi guadagnano ingenti somme da soldi che dovrebbero andare al 100% alla pubblica amministrazione"




NELLO SPECIFICO


Dopo le innumerevoli sentenze dei giudici di pace  che danno ragione agli automobilisti, anche a seguito di perizie tecniche, e dopo le sentenze della Cassazione di medesimo segno su casi analoghi, con ordinanza n. 60 dello scorso 19 marzo anche la Corte Costituzionale ha ribadito chiaramente che gli autovelox fissi possono essere installati esclusivamente su quelle strade che possiedono le caratteristiche minime previste dal Codice della Strada, senza che i Comuni -con l’avvallo di Prefetti compiacenti- possano arbitrariamente derogarvi adducendo come giustificazione la necessità “funzionale” di garantire la sicurezza. 

Insomma niente piu' apparecchi in centro cittadino (vadasi su tutti Firenze, Torino, Sesto Campano ecc) ne su stradine di campagna ecc.

La pronuncia della Corte verte sulla legittimità di quell’articolo di legge (4, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 121 del 2002) che limita l’uso degli autovelox fissi solo ad alcuni tipi di strade che abbiano le caratteristiche minime dettate dall’art. 2 del Codice della Strada. Ad esempio, all’interno dei centri urbani, tali autovelox possono essere installati solo su “strade di scorrimento” che, per essere classificate tali, devono rispettare i seguenti criteri: presenza di una banchina pavimentata a destra, semafori ad ogni intersezione, parcheggi ai lati della carreggiata chiusi e con accesso concentrato. Criteri che mancano sui viali fiorentini, ma che il Comune si ostina a ignorare sostenendo di poter operare la classificazione anche in loro assenza (quindi in via del tutto arbitraria).
Ebbene, la Corte Costituzionale esclude proprio che i Comuni possano collocare autovelox fissi sulle proprie strade se non dove quelle caratteristiche sono soddisfatte. La questione era stata sollevata proprio da un Giudice di Pace di Firenze, il quale ipotizzava che tali criteri producessero “una disparità di trattamento”, in quanto analoghe infrazioni commesse in Comuni diversi “sarebbero sanzionate solo in alcuni casi e non in altri, a seconda della classificazione della strada sulla quale l’infrazione ha luogo”. Non sappiamo se il giudice fiorentino abbia agito su istanza del Comune, ma è evidente che le tesi dell’Amministrazione locale sono prive di fondamento. 
La Corte ha infatti dichiarato manifestamente infondata la questione sollevata, poiché “le diversità riscontrabili a proposito dell’obbligo della contestazione immediata, dipendono dalle differenti condizioni che caratterizzano i diversi tratti di strada” così come disciplinate dalla legge, non sussistendo in capo ai Comuni alcun margine di classificazione “funzionale”. Era chiara sul punto già l'ordinanza n. 307 del 2006, che disponeva: “deve osservarsi come l'uso delle apparecchiature suddette non sia affatto rimesso all'arbitrio dell'amministrazione, essendo predeterminati sia i casi, che le sedi stradali, interessati dall'utilizzazione degli strumenti de quibus, secondo quanto stabilito dall'art. 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121”. 
Ribadiamo che per rendere più sicuri i viali fiorentini sarebbero necessari degli interventi strutturali che li trasformino in strade di scorrimento. Ma è evidente che il Comune non intende affrontare le spese necessarie a garantire realmente la sicurezza sui viali, preferendo di continuare a riscuotere multe illegittime.
Al cittadino illegittimamente sanzionato, in assenza di un intervento della Procura della Repubblica che continua a tacere dinnanzi alla flagrante illegalità di una Pubblica Amministrazione, non rimane che impugnare individualmente i verbali dinnanzi al giudice di pace. 




conclude Stefano Montone: "E' ora che scenda in campo anche la Magistratura penale non solo per accertare irregolarità degli apparecchi ma anche per chiarire le posizioni di alcuni Giudici di Pace di remoti paesini che hanno rigettato i ricorsi degli automobilisti con sentenze assai dubbie - o sono incompetenti o in mala fede" 

martedì 15 maggio 2012

Equitalia: busta con proiettili trovata a Milano e indirizzata a sede Varese

Milano, 14 mag. (Adnkronos) - Una busta contenente tre proiettili calibro 9 e' stata trovata oggi pomeriggio a Milano nell'ufficio postale di smistamento di via Cristina Belgioioso nel quartiere di Quarto Oggiaro. La busta era indirizzata alla sede di Equitalia Varese e, oltre ai tre proiettili, conteneva un foglio su cui, a mano, vi era scritto: "questi sono tanti come il popolo sovrano", senza alcuna firma.

lunedì 14 maggio 2012

FALSA BOMBA A CASTELVOLTURNO


Falso ordigno nel Casertano, 'colpiremo Capo dello Stato'

(ANSA) - CASERTA, 14 MAG - Un finto ordigno, formato da una bombola a gas, una bottiglia e alcuni fili ma senza alcun innesco, con un cartello con su scritto ''Colpiremo dieci volte il Capo dello Stato'', e' stato rinvenuto questa mattina a Castel Volturno (Caserta) a poche centinaia di metri dall'istituto alberghiero in via Parchetti San Rocco.


Alcuni residenti hanno allertato i carabinieri della compagnia di Mondragone, giunti poco dopo sul posto con il personale del nucleo artificieri dell'Arma.(ANSA).

Imprenditore Milano suicida in Piemonte


Ancora da chiarire cause.Colpo pistola a testa.Trovato biglietto

14 maggio, 23:07(ANSA) - GIAGLIESE (VERBANIA), 14 MAG - Un imprenditore milanese si è ucciso sparandosi un colpo di pistola alla testa nella sua auto. A Giagliese,un piccolo paese affacciato sul lago Maggiore, in una strada nel bosco. In questa zona vivono i genitori. Mario Sacco, 50 anni, titolare della ditta di costruzioni ''RM2'', e' stato trovato da una persona che passeggiava con il cane. Vicino al corpo e' stato trovato un biglietto. Si citano persone ma non si spiegano i motivi del gesto che, al momento, restano da chiarire.

Vicino tomba De Pedis altre ossa umane


Trovate in una cassetta accanto alla bara, in corso l'esame sull'ossario di Sant'Apollinare

14 maggio, 20:33

 

E' di Renatino De Pedis il corpo tumulato nella cripta della Basilica di Sant'Apollinare: lo dicono le impronte. Ma per analizzare altre ossa trovate nella cripta ci vorranno settimane. E il giallo sulla scomparsa di Emanuela Orlandi sembra non finire.
Trentadue anni dopo essere stato ucciso in una guerra tra malavitosi, la bara del boss della Banda della Magliana Enrico,'Renatino', De Pedis è stata finalmente aperta. Di Emanuela Orlandi, la figlia di un dipendente del Vaticano scomparsa nel1983 all'età di 15 anni, nessuna traccia nel loculo. Ma glialtri resti ossei trovati saranno esaminati. Perché, come ha precisato il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, l'attività investigativa "é finalizzata alla ricerca deiresti di Emanuela Orlandi".
Un'iniziativa, quella di aprire la tomba, maturata al termine di un complesso iter giudiziario ed auspicata un po' da tutti,in particolare dal momento in cui, nel corso del programma "Chi l'ha visto", nel settembre 2005, una telefonata anonima suggerì di "vedere cosa c'é nella tomba". Perfino il Vaticano, per anni poco collaborativo con la magistratura italiana, aveva dato il via libera. Una vicenda che ha mobilitato magistrati, dirigenti della squadra mobile, gli avvocati della famiglia De Pedis, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, e gli esperti della scientifica incaricati di procedere agli accertamenti finalizzati allaricerca dei resti della ragazza. Un primo punto, tuttavia, è stato raggiunto: la salma custodita in una stanza della cripta della basilica di Sant'Apollinare è di De Pedis.
L'accertamento è stato eseguito sotto un tendone nel cortile dell'edificio che ospita la pontificia università Santa Croce, adiacente la basilica. Gli esperti che hanno esaminato il cadavere, ben conservatograzie ai tre strati che compongono il sarcofago, hannoverificato, tramite gli esami dattiloscopici, che si trattaproprio del capo dell'organizzazione che terrorizzò la capitalenegli anni settanta e ottanta. Vestito blù, camicia biancaingiallita: questi gli abiti indossati da De Pedis. All'internodella bara non c'era altro. Inutile, a questo punto, il test del dna, preso in esame in un primo momento se le condizioni delcadavere non avessero consentito l'immediata identificazione. Poi i resti ossei vicino alla bara e gli altri trovati all'interno di cassette probabilmente risalgono anche a 200-300anni fa: la basilica infatti ospitava un cimitero prenapoleonico. Gli esami macroscopici daranno risultati precisi,anche se già ad occhio nudo è possibile stabilire quali sianole ossa più antiche.
Un lavoro, comunque, lungo. Ci vorrà almeno una settimana prima che sia completato. I resti di De Pedis, per il momento, rimangono aSant'Apollinare. Quando l'iter si concluderà - ha dichiarato l'avvocato Lorenzo Radogna, legale di Carla Di Giovanni, vedova del boss - il cadavere sarà tumulato nella cappella di famiglia al Verano o cremato. "La signora Di Giovanni - ha aggiunto -non ha ancora deciso". Il Vaticano ha valutato "estremamente positiva l'iniziativa della magistratura" di ispezionare la tomba "affinché vengano compiuti tutti i passi possibili per lo svolgimento e la conclusione delle indagini". Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha sottolineato che "per parte sua la magistratura può continuare a contare sulla piena collaborazione delle autorità ecclesiastiche".

MARADONA NON FU UN EVASORE FISCALE, LA NOTIFICA DELLA CARTELLA ESATTORIALE ERA NULLA



FONTE: Massimiliano Gallo - L'INKIESTA
Difendere Diego è tempo perso. Lui è il male, e basta. Quindi mi consegno a voi lettori. Ma ve lo devo raccontare lo stesso. Maradona è solo vittima della burocrazia. La cartella esattoriale non gli fu mai notificata. Lui non era più a Napoli e il messo scrisse: “Sconosciuto”. A Napoli! Careca e Alemao, accusati dello stesso reato, si difesero e vinsero il processo.  
Caro Diego, rassegnati. Nessuno ascolterà la tua storia, nessuno ti concederà trenta secondi del suo tempo per ascoltare la favoletta che sei una vittima del fisco. Tu, il male assoluto, l’incarnazione del demonio, colui il quale ha venduto l’anima al diavolo in cambio di non so quanti grammi di quella polvere bianca. Tu che hai sempre barato. Nella vita e su un campo di calcio.
Rassegnati, caro vecchio Diego. E non ti illudere. Queste righe a nulla serviranno. Sono le righe di un napoletano, tifoso del Napoli. Uno di quelli che ha pianto e gioito per te. Ah ah, li senti? Io li sento, ti assicuro. Ridono, ridono forte. Tu sei un evasore, un imbroglione, un ladro, un furfante, un meschino. Tu sei il male, Diego. Ci sono poche certezze in questa vita e ti prego di non creare instabilità in un momento già particolarmente difficile.
Ogni tanto la tua storiella sulle tasse evase viene fuori, i tuoi debiti col fisco - che non ricordo più a quanto siano ammontati - balzano in prima pagina. Non volesti riconoscere tuo figlio, figuriamoci pagare le tasse. Ok, va bene, faccio come vuoi tu. Ora gliela racconto questa storiella. Ma ti avviso, è tutto inutile. Perché non ci crederanno.
Comunque andò così. Andò che tu lasciasti Napoli nel marzo del 1991, scappando come un ladro: eri stato trovato positivo all’antidoping. Ti imbottivi di coca, caro Diego. E qualche mese dopo, il 29 ottobre, un messo notificatore dell’Agenzia delle Entrate bussò alla porta di quella che per sette anni fu la tua casa e la nostra stella polare. Via Scipione Capece, quartiere Posillipo. Non ti trovò. Il portiere della palazzina, mistero, non c’era. E che cosa scrisse il messo su quella cartella accanto al tuo nome? “SLOGGIATO, SCONOSCIUTO”.
Roba da sbellicarsi dalle risate, Diego. Tu sconosciuto a Napoli. Un po’ come dire Batman sconosciuto a Gotham City. Oppure, chessò, Robin Hood sconosciuto nella foresta di Sherwood. Eppure quel messo scrisse così. Imprimendo a quella cartella il sigillo che l’avrebbe consegnata nelle inesorabili maglie della giustizia tributaria italiana.
Di che cosa eri accusato, Diego? Sì, lo so, lo devo raccontare io. Eri accusato di evasione fiscale. Perché il contratto che ti legava al Napoli era diviso, se così possiamo dire, in due tronconi. E uno dei due era relativo ai diritti d’immagine che venivano pagati all’estero. Per lo Stato italiano era una pratica illegale. Allora. Ma qualcuno, anni dopo, dimostrò che non era così. Come lo dimostro? Vincendo un processo, Diego. Vuoi sapere chi? Ma tu lo sai, Diego. Si chiamavano e si chiamano Careca e Alemao, tuoi compagni di squadra. Furono accusati di evasione come te, per i diritti d’immagine pagati all’estero. Ma a loro il messo li trovò. Andarono dall’avvocato, e si sottoposero a regolare processo. E lo vinsero, Diego, LO VINSERO.
Ti stai illudendo, lo so. In cuor tuo, ti stai illudendo. Ma io te l’ho detto che non servirà a niente. Perché per lo Stato italiano tu hai un tempo a disposizione per difenderti dalle accuse del Fisco. Una volta scaduto il termine, sei fritto. La macchina è partita e tu devi solo subire. Sei un evasore e basta. E non avrai mai la possibilitò di difenderti. Quella notifica andava contestata entro il termine utile.
Ci hanno provato a difenderti. Ci hanno provato l’avvocato Siniscalchi e il commercialista Giuseppe Pedersoli (quel folle che insieme col giornalista Luca Maurelli questa assurda storia l’ha raccontata in un libro, “L’oro del Pibe”). Ci hanno provato, ma il processo nel merito non si può svolgere più. La giustizia tributaria, da noi, funziona così. L’unica soluzione era dimostrare la nullità di quella notifica. Ma lo Stato ha detto no. Sempre.
Anche perché, caro Diego, ti immagini a dire dall’oggi al domani che sei solo vittima della burocrazia? Dai, anche tu, che figura ci faresti? Suvvia, il demonio deve avere una sua dignità. Magari, una cosa potresti farla. Almeno smettila di circondarti di persone che fanno solo il tuo male. L’ultimo è quest’avvocato napoletano, Angelo Pisani: ti ha fatto dire che hai pensato al suicidio perché perseguitato dal fisco. Io lo so che tu non c’entri niente, ma è possibile che dopo tutti questi anni non hai ancora capito che in tanti utilizzano il tuo nome per farsi pubblicità?
E vabbè, caro Diego, io ho finito. La storiella l’ho spiegata. Ma che vuoi che sia un’ingiustizia di fronte al ruolo che il mondo ti ha assegnato? In fondo, anch’io vorrei avere un debito di non so quanto col fisco e aver preso il pallone dalla mia metà campo e averlo messo nella porta di quegli stramaledetti inglesi. Come? Prima ne avevi segnato uno con la mano? Ma allora davvero sei un imbroglione, Diego. Hanno ragione, sei un evasore. Paga le tasse

Scandalo assicurazioni, al Sud meno incidenti ma polizze più care


I risultati dell'indagine condotta da SuperMoney sui dati negli ultimi cinque anni

I cittadini del Sud, alla guida, sono più virtuosi dei guidatori del Nord, eppure continuano a pagare tariffe Rc Auto ben più salate. Lo rivela un'indagine condotta da SuperMoney, portale per il confronto dei preventivi delle assicurazioni auto, che dimostra come negli ultimi 5 anni i guidatori residenti al Sud hanno fatto meno incidenti di quelli del Nord e Centro ma continuano a sostenere costi assicurativi ben più onerosi. Al Sud il prezzo medio di una polizza per chi non ha fatto alcun incidente negli ultimi 5 anni è di 1.456 euro all'anno, al Centro si scende a 1.119 euro e al Nord si arriva a 'soli' 920 euro. Una discrepanza evidente, nonostante i guidatori del Sud abbiano negli ultimi 5 anni fatto meno incidenti. Secondo lo studio condotto da SuperMoney, tra i guidatori residenti al Sud soltanto l'11% ha fatto un incidente per colpa negli ultimi 5 anni, al Nord questa percentuale è pari al 12,7%, mentre al Centro sale al 15,1%. Da questi dati - afferma lo studio - emerge "come gli automobilisti meridionali siano i meno indisciplinati d'Italia: ciononostante, il prezzo medio di una polizza, nelle regioni del Sud, arriva a essere fino a tre volte superiore rispetto al prezzo assicurativo sostenuto dai cittadini del Nord". Dall'indagine emerge poi un altro aspetto non congruente. Se é vero che le tariffe Rc Auto, al Sud, sono più elevate in partenza, in caso di sinistro queste - pur restando ampiamente sopra le medie del resto d'Italia - non subiscono in percentuale rincari elevati.
Al Sud il prezzo medio di una polizza per chi ha fatto almeno un sinistro negli ultimi 5 anni sale a 1.565 euro (+6,37% rispetto a chi non ha fatto incidenti). Al contrario, al Centro e al Nord i prezzi delle polizze per chi ha fatto incidenti aumentano proporzionalmente molto di più. Al Nord l'automobilista che ha fatto un incidente pagherà il 13,78% in più rispetto all'automobilista virtuoso (la polizza sale da 920 a 1.074 euro) e al Centro pagherà l'11,91% in più (1.282 euro a fronte di 1.119). Insomma se al Centro e al Nord i costi assicurativi sono più proporzionati alla virtuosità del guidatore, al Sud ci sarebbe quasi una convenienza a fare incidenti. In realtà - osservano da SuperMoney - qui è evidente che "al Sud il costo dell'assicurazione non è tanto determinato dalla sinistrosità del singolo guidatore, quanto piuttosto dal luogo della residenza". "Il fatto che la localizzazione geografica sia il fattore più semplice da considerare, non è il più corretto - osserva Andrea Manfredi amministratore delegato di SuperMoney -. Sarebbe opportuno che la Corte di Giustizia Europea desse uno stimolo nuovo a tutto il settore, non solo impendendo la tariffazione sul sesso dell'assicurato come ha già fatto, ma anche impedendo le differenziazioni di prezzo sulla semplice variabile geografica".

fonte: Metropolis

sabato 12 maggio 2012

LUCA DE VIVO SI E' FIDANZATO UFFICIALMENTE IN CASA!


GOSSIP - Napoli - Una nuova “fiamma” per Luca De Vivo - Casertanews.it
GOSSIP | Napoli

- Il Noto cantante Luca De Vivo,il nuovo idolo del pubblico napoletano, reduce dal suo ultimo lavoro discografico che ha riscosso molto successo, il quale contiene un duetto dal titolo "Amami così" con l'ex corteggiatrice di Uomini e Donne Teresa Langella. Protagonista del concerto del primo maggio dove erano presenti tantissime persone accorse ad applaudirlo. E' stato"paparazzato" in un locale sul lungomare napoletano "Antonio e Antonio" mentre faceva una cena intima con la nota corteggiatrice di Cristian Galella, noto tronista di Uomini e Donne, il programma piu' seguito sulle reti Mediaset condotto da Maria De Filippi, Sally Altimari.La bella Sally e' la ragazza madre che ha corteggiato come ben sappiamo Cristian che, dopo aver scoperto che Sally era una mamma, il tronista si rifiuto' di fare un'esterna con lei, spiegandole di non essere in grado di accettare l'idea della presenza di un bambino, un bene prezioso, ma troppo impegnativo per lui.Sally infatti ha una bambina di 18 mesi, ha poco piu' di 20 anni e gia' un matrimonio fallito alle spalle. Determinate scelte di vita che l'hanno portata a maturare in fretta, ecco perche' per lei l'esperienza di Uomini e Donne ha rappresentato da sempre molto di piu' di un semplice gioco. Anche se la sua esperienza a "Uomini e Donne" non ha avuto un lieto fine, la corteggiatrice non si arrende di cercare l'amore della sua vita. Infatti il cantante e la corteggiatrice sono stati beccati mentre cenavo tra scambi di sorrisi e baci , in luogo adatto per una bellissima passeggiata romantica alla fine della cena. Una Nuova Fiamma per l'artista piu' seguito dai napoletani? Il suo nuovo disco "Solo per amore" la dice lunga sul fatto che Luca De Vivo sa amare davvero sia il suo pubblico sia la persona che potrebbe essere al suo fianco. 

PEPPE LETTIERI CONTRO GENNARO DIANA!


Lettieri a Diana: "Voti comprati? E da chi?"

Giuseppe LettieriAVERSA. Caro direttore, permettimi questo intervento a titolo personale, così da entrare anche io nell’agone degli opinionisti, ma soprattutto per capire anche le dichiarazioni di Gennaro Diana, segretario cittadino dell’Idv, che mi lasciano a quanto perplesso.
A prescindere dal risultato del partito dipietrista, che “come la giri e come la volti” (in dialetto napoletano avrebbe più effetto), resta un davvero misero 2,08 per cento, che se si escludono le percentuali di alcune liste fantasma, presenti in tutti gli schieramenti, è il risultato peggiore conseguito  da un partito superato persino da Udeur e Grande Sud, che non esprimevano di certo il candidato a sindaco, vale la pena ricordare che uno dei seggi che prende l’IdV, per il meccanismo perverso della legge elettorale, viene sottratto alla capace Elena Caterino, del Pd, che perde un seggio da sacrificare al candidato a sindacoCella.

Quindi quello che resta è il dato elettorale: 598 voti (salvo qualche piccola correzione) che sono davvero ben poca cosa. Del resto non tiene neanche la giustificazione della lista di appoggio perché di solito diversi partiti, vedi nell’elezioni 2007 Pdl e civica Gruppo della Libertà, le fanno, ovviamente però è sempre il partito a prendere più consensi, altrimenti il simbolo a cosa vale?

Detto ciò, e non me ne voglia Diana, al quale da giornalista, e soprattutto da aversano, auguro di svolgere il ruolo di opposizione nel migliore dei modi, c’è però una cosa che mi  lascia molto perplesso nelle sue dichiarazioni. I voti “comprati”! Ma da chi? E come? Questa cosa l’ho sentita da diversi candidati a prescindere dallo schieramento. Tizio ha comprato i voti, Sempronio ha dato 30 euro a voto, Caio ha fatto i lavori nelle case “aggratis!” . Ma se ciò è vero, loro, i candidati, e quindi anche il buon Gennaro Diana, perché non fanno regolari denunce? I candidati se hanno contezza di tali efferatezze che danneggiano la democrazia come primo dovere dovevano andare a Santa Maria in Procura,  Perché non l’hanno fatto? Per la serie si fa ma non si dice, oppure quello dei voti comprati è un escamotage per giustificare le mancate vittorie elettorali?

A me, purtroppo, non è mai capitato di assistere alla compravendita di voti, ma se avessi visto qualcosa non avrei esitato a denunciare. Se esiste davvero  tutto ciò, se questa non è soltanto una voce, chi ha visto denunci, in modo da ripristinare le regole della democrazia e della legalità, altrimenti, se non ha il coraggio, o se tutto ciò non è vero, su quest’argomento taccia per sempre.

Le  elezioni nella nostra città hanno un meccanismo perfetto. Grossi gruppi familiari, amicizie, interessi in comune di varia natura, se sono forti, ti portano al Palazzo. Altrimenti nisba! Ad esempio, è palese che non sempre operare bene porta poi dei risultati politici. Vedi il caso diRomilda Balivo, che non a detta mia, ma di tante personalità aversane, presidenti di associazioni anche più vicine al centrosinistra, hanno, nei pochi mesi che la stessa è stata assessore al Comune, sempre lodato lo spirito di iniziativa, le capacità, la disponibilità e l’abnegazione della stessa, ma tutto ciò non si è tramutato in una conferma elettorale. Quindi spesso fare gli interessi della collettività poi non paga nell’ urna, ma almeno ripaga la coscienza di chi agisce per il bene comune e per amore di Aversa.

Auguri agli eletti di qualsiasi schieramento essi siano con l’auspicio che mettano davanti alle loro scelte quello che è bene per la città di Aversa, e non pensino già da domani che tra “poco” ci saranno nuove elezione. Auguri a Sagliocco, amministrare la millenaria contea normanna non è semplice, anzi è un impresa ardua, soprattutto quando spira vento contrario anche in casa propria. Ma lui è un politico navigato, e da navigante, saprà far girare il vento a proprio favore.  Infine un augurio, sento spesso parlare di donne in politica, beh ad Aversa non abbiamo mai avuto un sindaco donna, spero che almeno, visto che il titolo lo ha guadagnato sul campo, la giovane Nicla Virgilio, consigliere 'anziano', diventi il primo presidente donna del Consiglio Comunale. Sarebbe pur sempre un inizio.

Giuseppe Lettieri - giornalista, direttore "Nero su Bianco"

AVERSA: LADRI DI BICICLETTE IN STAZIONE


 AVERSA. “Ladri di biciclette” alla stazione ferroviaria di Aversa. Gli agenti della Pofer hanno catturato un 33enne casertano che si era impossessato della bici di un pendolare collocata nelle apposite griglie del piazzale antistante lo scalo normanno.


Mentre tentava di dileguarsi veniva raggiunto da un ispettore: ne nasceva una violenta colluttazione, al termine della quale il poliziotto riusciva a bloccare il malvivente, recuperare la bicicletta e una busta che il giovane aveva al seguito, al cui interno c’erano arnesi da scasso. Dai controlli emergeva che il 33enne era già noto alle forze dell’ordine e denunciato per episodi analoghi avvenuti tra le province di Caserta e Napoli.

La Polfer rintracciava il proprietario della bicicletta, restituendogliela, mentre il 33enne veniva denunciato per furto aggravato, porto di arnesi atti allo scasso, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. A suo carico venivano inoltre elevate sanzioni amministrative per essere entrato nella stazione ferroviaria privo del titolo di viaggio e per essere entrato in un’area ferroviaria preclusa alle persone non autorizzate.

AVERSA: VIGILI URBANI IN STRADA FINO A MEZZANOTTE


Giuseppe Sagliocco

AVERSA: Lo annuncia il sindaco di Aversa, Giuseppe Sagliocco, che continua: “Il servizio della polizia municipale continuerà oltre le ore 21 (orario vigente) fino a mezzanotte e sarà garantito da sei operatori. Il servizio riguarderà in particolar modo delle zone nevralgiche della Città tra cui piazza Mazzini e la zona della stazione ferroviaria ed il Parco Pozzi”.

“Lo avevo detto in campagna elettorale – continua Sagliocco – e lo confermo oggi da sindaco di Aversa: dobbiamo riconsegnare la Città ai cittadini e non consentire che di notte alcune zona della Città siano terra di nessuno. E l’implemento di controllo da parte della polizia municipale va in tal senso”. I primi provvedimenti del neo sindaco, non sono solo in tema di sicurezza. “Da domenica prossima, 20 maggio, di domenica e nei giorni festivi in genere non si pagherà la sosta sulle strisce blu”.

Sagliocco spiega: “Questo è solo il primo di tanti provvedimenti che saranno adottati in tema di viabilità. Presto, infatti, saranno eliminate le strisce blu anche nei pressi del Cimitero ed in altri punti di interesse della Città”.  “Queste prime decisioni – dice ancora Sagliocco – erano già state annunciate nel corso della campagna elettorale, perché alle parole dei giorni scorsi, adesso, devono seguire i fatti”.

Inoltre, venerdì mattina, il sindaco, ha fatto visita alle istituzioni cittadine. A lungo si è fermato a parlare con il dirigente del Commissariato di Aversa, Luigi Del Gaudio, con il Comandante della stazione dei Carabinieri, Giodano, del Gruppo dei Carabinieri, colonnello Vitagliano e con il tenente Fedele, nonché con il comandate territoriale della Guardia di Finanza Acampora. “Ho chiesto a polizia, carabinieri e Guardia di Finanza di collaborare con i vigili con un sistema interforze in linea con quanto previsto nel programma elettorale. Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti per lavorare in sinergia e fare sistema”.

Il giro di saluti istituzionali si è concluso con la visita, da parte del sindaco Sagliocco monsignor Angelo Spinillo, vescovo della Diocesi di Aversa.

Luis Enrique, addio alla Roma: "Sono molto stanco, mi fermo per un anno"


Roma - (Adnkronos) - Il tecnico giallorosso si congeda dalla squadra. Domani l'ultima partita, in trasferta, contro il Cesena: "Non recupererò questa forza durante l'estate, come faccio a essere utile alla squadra?" 



Luis Enrique

Grecia: Venizelos rimette il mandato


Fallito tentativo formare governo,lunedi' leader dal presidente



(ANSA) - ATENE, 12 MAG - Il leader socialista Evanghelos Venizelos e' stato ricevuto dal presidente della Repubblica greca Karolos Papoulias al quale rimettera' il mandato esplorativo ricevuto tre giorni fa per tentare di formare un governo. Ora tocchera' a Papoulias convocare, forse gia' lunedi' mattina, una riunione di tutti i leader dei partiti presenti in Parlamento per fare un ultimo tentativo di costituire un governo di unita' nazionale.